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Abraham Pais, Sottile è il signore... La scienza e la vita di Albert Einstein
Bollati Boringhieri, Torino 1991

Recensione di:
Tullio Regge, in "L'Indice", n. 9 1994

Tratta da:
http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop= 1&c=RLR22YT57XZVX#ind



A distanza di quasi mezzo secolo dalla sua scomparsa a Princeton, il 18 aprile 1955, Albert Einstein rimane più che mai un mito e un punto di riferimento non solamente per il mondo scientifico ma anche per tutta la cultura contemporanea. A lui dobbiamo contributi fondamentali alla costruzione della teoria della relatività e alla nascita della meccanica dei quanti che lo pongono accanto a Newton e a Galileo, tra i grandi della storia del pensiero umano.
Abraham Pais è un fisico teorico che ha tutte le carte in regola e ha partecipato da protagonista allo straordinario sviluppo della fisica delle particelle che ha avuto inizio dopo la morte di Einstein. A lui dobbiamo in particolare importanti contributi alla fisica dei mesoni K. Pais è stato collega di Einstein all'Institute far Advanced Study di Princeton e lo ha quindi conosciuto molto bene. Ha avuto inoltre la saggezza di tenere nota delle sue conversazioni con il Maestro proprio in vista di una futura biografia. Infine Pais ha letto tutti i lavori scientifici di Einstein e ha seguito in dettaglio e da esperto l'evoluzione del suo pensiero. Per queste ragioni il libro rimane testimonianza insostituibile e punto di passaggio obbligatorio per chiunque voglia ripercorrere il cammino scientifico di Einstein. Il libro di Pais conta circa 540 pagine ed è diviso in otto sezioni per un totale di 32 capitoli. La prima sezione è introduttiva, la seconda tratta i contributi di Einstein alla meccanica statistica, la terza è dedicata alla relatività ristretta, la quarta alla relatività generale, la quinta alle teorie unificate, la sesta alla meccanica dei quanti, la settima è un epilogo storico. Segue infine una sezione dedicata alle appendici e due indici, estremamente utili. Ogni capitolo è corredato da una nutrita bibliografia.
Il libro è primariamente una biografia scientifica e alcuni capitoli (ad esempio il tredicesimo) presentano difficoltà praticamente insormontabili a chi non abbia una preparazione adeguata. Altre parti sono invece accessibili e di alto interesse per chiunque abbia una cultura principalmente umanistica. A me pare che Pais abbia scritto il libro cercando di renderlo accessibile là dove era possibile, ma che non abbia per questo rinunciato a esporre dati e ragionamenti molto tecnici là dove lo richiedeva la completezza dell'esposizione.
Come tanti altri grandi pensatori Einstein trasse ispirazione dalle opere dei suoi maestri e predecessori, tra cui Maxwell, Mach e Lorentz, guardando nel contempo al futuro. Molti suoi critici hanno sostenuto che la relatività ristretta era già contenuta nelle opere di Lorentz e Poincaré. La teoria degli stati corrispondenti di Lorentz può essere infatti considerata come un archetipo della relatività ristretta e certi contributi di Poincaré anticipano concetti fondamentali della relatività. Si tratta quindi di lavori scientifici di altissimo livello. Sarebbe tuttavia errato ridurre il lavoro di Einstein dedicato alla relatività e apparso nel 1905 al rango di pubblicazione scientifica nota per aver risolto una controversia e chiuso la crisi iniziata con gli esperimenti di Michelson e Morley. Si tratta invece di un lavoro che è allo stesso tempo un manifesto scientifico e che apre nuovi orizzonti alla fisica.
L'anno 1905 vide l'esordio di Einstein, allora ventiseienne, e fu da molti confrontato con il 1666, l'annus mirabilia di Newton. Oltre alla relatività egli pubblicò un lavoro fondamentale sul moto browniano che chiuse una lunga controversia sulla realtà degli atomi, e un altro sull'effetto fotoelettrico. A questo lavoro e alle polemiche che ne seguirono Pais dedica due capitoli che illustrano a fondo una delle caratteristiche di Einstein: la sua solitudine, la sua capacità di appartarsi e di resistere serenamente a pressioni e critiche. Einstein va considerato come lo scopritore di una nuova particella, il fotone o quanto di luce: per giungere a questo risultato dovette resistere alle pressioni e vincere il dissenso di critici di alto calibro, come lo stesso Bohr. La vittoria finale giunse solamente nel 1923 con la scoperta dell'effetto Compton. La sua battaglia fu solitaria e lo condusse al premio Nobel, condiviso con lo stesso Bohr. Nella motivazione del premio l'Accademia svedese esclude esplicitamente la relatività come contributo valido.
Se ad alcuni la tenacia di Einstein poteva apparire come pura cocciutaggine, desta meraviglia il fatto che per oltre venticinque anni questa tenacia lo abbia invece sorretto senza tentennamenti in battaglie durissime e lo abbia condotto al successo finale. Pais si addentra infine nei meandri della meccanica dei quanti. Einstein ne va considerato come un fondatore anche se poi ne rimase un tenace oppositore e non ne accettò mai l'impostazione filosofica‚ il latente indeterminismo. Durante una serie epocale di incontri con Bohr attaccò con durezza i fondamenti della teoria dei quanti con una serie di paradossi concettuali (Gedankenexperimente) che furono puntualmente demoliti da Bohr ma che contribuirono grandemente a gettare luce sulle conseguenze ultime della teoria. Questa sconfitta fu forse una delle cause per cui Einstein si trasse infine in disparte e uscì di scena carico di onori, figura leggendaria e monumento vivente di Princeton. Nei suoi ultimi anni lavorò tenacemente alla costruzione di una teoria unificata della gravitazione e dell'elettromagnetismo. Se di questo sforzo rimane poco o nulla sul piano tecnico, rimane invece la spinta verso l'unificazione, ultimo grande messaggio e manifesto scientifico di Einstein.
Pais ha fatto uno sforzo notevole per risalire alle fonti, evitando finalmente la trasandatezza che caratterizza da sempre la storia della scienza quando è scritta da scienziati. Non è tuttavia uno storico; non riesce infatti a distaccarsi dal personaggio e anzi lo venera. Il libro non è quindi obiettivo ma di certo è molto meglio della storica opera di Whittaker (History of the Theories of Aether and Electricity, 1910), incredibilmente astiosa verso Einstein. La cosmologia meritava più attenzione. Nonostante queste pecche si tratta di un'opera fondamentale che resisterà all'usura del tempo.
 

 

 

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